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| Il cibo? E' il nutrimento per la
vita. Ma non solo; anche un mezzo di comunicazione che permette di comprendere meglio la
nostra interiorità. Il nostro comportamento nei confronti del cibo, infatti, se spinto
agli eccessi è indice di uno squilibrio. L'abbuffarsi è o il rifiutare il cibo manifesta
che qualcosa è accaduto nella relazione comunicativa tra madre e bambino, fra chi nutre e
chi è nutrito. Da adulti, poi, questi stessi comportamenti alimentari rimettono in scena
la dinamica della comunicazione fra madre e bambino
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Un rapporto alterato con il cibo indica una mancata assunzione dei propri limiti: un disagio interiore che deve essere comunicato |
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Il transito da una posizione all'altra, che appartiene anche al disordine alimentare, rivela l'intenzione di non volere stare né nel Grande né nel Piccolo, in un modo che comprenda la plasmabilità in contrapposizione alla rigidità, la passionalità in contrapposizione all'ipocrisia. Il transito quindi svela una risposta, evidenziando la volontà di un modo altro di essere non ancora significato. In questa difficoltà la società, con i suoi modelli macchina o del corpo morto gioca un ruolo fondamentale.E' importante allora avvicinarsi all'analogia dell'eccesso e del difetto. Ma oltre agli aspetti interpretativi è anche basilare fornire una serie di suggerimenti e di indicazioni di facile acquisizione. Vediamoli.
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L'eccedenza di grasso e le variazioni di peso derivano, dunque, dall'aver consolidato un'immagine di sé, di difesa e di barriera, generate dall'ansia che fa resistenza all'interazione e al cambiamento, così si tende a fare massa, nell'eccesso ponderale. Se rimane inalterata l'immagine mentale difensiva e sottovalutativa che tende alla barriera (tra sé e il mondo) e all'accumulo, non vi è modificazione sostanziale dell'immagine esteriore. Anzi, spesse volte un rapido calo di peso non supportato dal mutamento mentale (assai più lento nella modificazione) può portare a ristabilire in breve tempo la vecchia immagine eccedente. La trasformazione è stimolata pure dall'atto volitivo, attraverso la definizione degli obiettivi personali e dal metodo per arrivarvi: avendo verso di se attenzione, tolleranza e amore per difendersi da aggressioni, manipolazioni, giudizi, autoritarismo. |
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Ci sono alcune regole che possono essere seguite abbastanza agevolmente da chi vuole ritrovare un equilibrio con la propria oralità e al contempo non ha problemi psicologici veramente gravi. Qualche esercizio individuale? Pensare tutti i giorni alle buone qualità personali di autostima durante la giornata, alle espressioni affermative ed ottimistiche utilizzate, senza essere troppo critici dove si deve ancora migliorare, ma riconoscere dove si può migliorare. Poi stimolare il mutamento delle terminologie negative-critiche in affermative-fiduciose, utilizzando le letture di biografie di personalità affermative, o letture mitologiche o favolistiche positive, oppure immagini umoristiche che stimolino la risata o l'interpretazione. Non dimenticate le visualizzazioni. Eccone alcune:
Ci sono pure delle efficaci visualizzazioni specifiche:
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Insomma, pensare il proprio corpo agile, snello, sano permette di conseguire con più facilità un corpo agile, snello e sano. Non portare a termine un progetto (in questo caso dimagrire) è come immaginare progettualità irraggiungibili, rimanendo così insoddisfatti e riconfermando i vecchi modi di agire distruttivi. Sartre diceva che l'atto di immaginare è magico: "è un incantesimo destinato a far apparire l'oggetto pensato, la cosa desiderata, in modo che se ne possa prendere possesso". Ma come si fa ad utilizzare creativamente le possibilità che l'immaginazione ci offre? La risposta, secondo lo psicanalista Ferrucci1, è chiara: immaginando chiaramente una possibilità ne rendiamo più facile la realizzazione. Quindi possiamo aiutare il nostro scopo vitale a compiersi, immaginandolo come già attuato. Questa è la tecnica del modello ideale. Altra cosa sono invece i sogni ad occhi aperti. Abbiamo qui l'esatta antitesi del proprio modello ideale: mentre i sogni ad occhi aperti sono compensatori e danno solo un appagamento di fantasia, il modello ideale è orientato verso la realtà, e si soddisfa solo mediante la graduale manifestazione dell'ideale concepito: mentre il sogno ad occhi aperti non è realistico, il modello ideale impiega immagini di obiettivi raggiungibili; mentre i sogni ad occhi aperti sono il corrispettivo fedele delle frustrazioni di un individuo, il modello ideale è l'espressione del suo vero Io
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E' inoltre importante fare esercizi che rafforzino la volontà. Ad esempio, stabilire un giorno della settimana in cui ci si dà un ordine alimentare da rispettare, nella qualità e quantità, nei colori, nel ritmo (occorre eseguirlo alla lettera senza porre varianti); darsi un preciso orario di sveglia; dedicare almeno un giorno alla settimana alla cura del corpo; eseguire esercizi fisici per almeno 10-15 minuti; scrivere su un quaderno i progressi fatti; interpretare favole aiutandosi con diverse versioni della stessa favola. Un grande aiuto viene dagli esercizi fisici ed espressivi: fare una passeggiata a passo spedito, stare sdraiati ad ascoltare una musica dolce, sentire o elaborare piccole poesie oppure usare la poesia per colloquiare con le parti inconsce, odorare a occhi chiusi i profumi di essenze che si sono sparsi nella stanza. E la dieta? Non è mio intento dare preferenze precise, bensì sottolineare in merito l'importanza di una nutrizione che attivi le sensibilità invece di coprirle. E sazi anche in profondità. Sono, dunque, favorevole ai cereali integrali, verdura, frutta e verdura, yogurt, pesce e carni bianche, e contraria a grassi in eccesso, dolciumi, formaggi grassi e carni rosse. Per le persone in forte sovrappeso spesso l'obiettivo unico è il dimagrimento, quindi esse dimenticano i meccanismi interpersonali e comunicativi errati, l'aggressività male organizzata, le spinte sottovalutative e negativizzanti che supportano l'eccedenza di cibo e quindi di peso. Nella mia esperienza psicologica ho riscontrato che un sistema alimentare viene seguito allorquando la persona raggiunge una maggiore stima di sé, può guardarsi allo specchio senza paure, vestirsi come le piace. Il confronto con un terapeuta con cui esprimere i sentimenti profondi consente di liberarsi e, nello stesso tempo, di affrontare le dinamiche comunicative e le spinte affermative. Esiste anche una valenza psicologica del cibo, cosicché una persona può aiutarsi maggiormente attraverso l'uso di un particolare tipo di alimento piuttosto che di un altro.
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Sminuzzare, masticare, afferrare derivati dal desiderio di aggredire, afferrare; o succhiare, scaldarsi, rinforzarsi, derivati dal desiderio di contatto, di ricettività; oppure il dolce o il salato o il ritmo più o meno ravvicinato nell'assunzione del cibo; o la ripetizione o la varietà del sistema alimentare; sono tutti elementi che sottintendono una lettura psicologica, relativa al quadro particolare della persona. Chi ha eccedenza ponderale spesso presenta un desiderio di trasgressione, come riconversione dell'aggressività. Nel sistema alimentare, quindi, è necessario mantenere un giorno disponibile alle trasgressioni dolci o salate, da suddividersi in diverse frequenze, favorite da elementi scelti in precedenza, che si possono così distinguere:
Una volta al mese si possono approntare brevi periodi disintossicanti di 2-4 giorni oppure un giorno alla settimana o due al mese, solo frutta e verdura (1 kg per le donne e 1,5 kg per gli uomini); o ancora: yogurt (4-500 g) e verdure cotte e crude (400 g). Durante queste giornate è d'obbligo allontanare le fonti di stress fisico e psichico e svolgere gli esercizi sopra proposti. In relazione alla bilancia, è meglio controllarsi settimanalmente, non più volte durante la giornata, al mattino, prima di colazione e con gli stessi abiti. Se vi capitano degli eccessi alimentari non colpevolizzatevi, bensì organizzate nella settimana una giornata disintossicante, riprendendo poi un buon ritmo alimentare con più pasti e privilegiando alimenti che aiutino la funzione metabolica. |
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Incidenza Statistica Anoressia e bulimia crescono in modo allarmante. Ne soffre il 10 per cento della popolazione tra i 13 e i 26 anni: nel l'88 erano 125 mila i giovani colpiti dalla malattia del cibo, nel '94 i casi accertati e sono diventati oltre 760 mila (circa un terzo sono uomini). E la sottostima delle cifre è inevitabile in una malattia che si maschera, e appare e scompare, assume sembianze ingannatrici. Eppoi ci si muove in un campo molto delicato, quello della negazione della patologia. Non solo da parte di chi è malato, ma anche dei genitori per i quali è più semplice attribuire il digiuno o la fame insaziabile a momentanei problemi di studio o crisi sentimentali, piuttosto che viverlo come un attacco personale. |
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| Da nutrimento per l'Anima - di Beatrice Balsamo | |||||||||||||||||||||||||